Ultimo aggiornamento sito: 14/11/12

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Disegno di legge stabilità 2013 macelleria sociale? Si taglia sull'handicap? si fanno pasticci?....

Come si vuole modificare l'orario dei docenti e tagliare sul sostegno di 11,4 mila unità.

Articolo 3 comma 42 "A decorrere dal 1° settembre 2013 l'orario di impegno per l'insegnamento del personale della scuola secondaria di primo e di secondo grado, incluso quello di sostegno, è di 24 ore settimanali. Nelle sei ore eccedenti l'orario di cattedra il personale docente non di sostegno della scuola secondaria titolare su posto comune è utilizzato prioritariamente per la copertura di spezzoni orario disponibili nell'istruzione scolastica di titolarità, nonchè per l'attribuzione di supplenze temporanee per tutte le classi di concorso per cui abbia titolo, per posti di sostegno, purchè in possesso del relativo diploma di specializzazione e per gli impegni didattici in termini di flessibilità, ore aggiuntive di insegnamento, di recupero e di potenziamento. Le ore di insegnamento del personale docente di sostegno, eccedenti l'orario di cattedra, sono prioritariamente dedicate all'attività di sostegno e, in subordine, alla copertura di spezzoni orari di insegnamenti curricolari, per i quali il personale docente abbia titolo, nell'istituzione scolastica di titolarità- L'organico di diritto del personale docente di sostegno è determinato a decorrere dall'anno scolastico 2013/2014, in misura non superiore a quello dell'anno scolastico 2012/2013."

I docenti di sostegno della secondaria passeranno da 18 a 24 ore settimanali, sempre a parità di retribuzione.

Infine la riduzione dell’organico degli insegnanti di sostegno che da 90,5 mila scenderebbero di 11,4 mila unità: a partire dal 2004 il risparmio sarebbe di 328 milioni.
Nella relazione tecnica si legge che i docenti di sostegno sono nell'anno scolastico 2012/2013 26.642 per la secondaria di primo grado e 19.211 per la secondaria di secondo grado, e che "Le circostanze sopra elencate fanno si che la riduzione nel fabbisogno possa essere pari a 6/24mi dell'organico di fatto attuale nella scuola secondaria.".
Questa terza operazione produrrà la riduzione di 6.660 posti nella secondaria di primo grado e di 4.802 posti nella secondaria di secondo grado, con un risparmio per anno scolastico di 191 milioni di euro per il primo grado e 138 milioni per il secondo. Complessivamente 11.462 posti in meno con un risparmio per anno scolastico di 329 milioni di euro.
In tutto quindi 20.731 posti in meno e un risparmio per anno scolastico di 715 milioni di euro.

Aggiungiamo inoltre un effetto disastroso sulla continuità didattica importantissima per alcune patologie come l'autismo...

se l'organico diventa numericamente rigido come si coprono poche ore di sostegno obbligatorie? o le ore richieste a seguito di deroghe? Si conpensano con supplenze annuali, coperte da insegnati di altre materie

DEF 2013_14 16PDL0064050

Relazione tecnica 2013_1416PDL0064060  

Come si vuole modificare la documentazione ufficiale per tagliare sul sostegno

Il disegno di legge interviene anche nel delicato àmbito dell’inclusione scolastica.
Vediamo come funzionano attualmente i procedimenti di accertamento e valutazione degli alunni, già accertati con disabilità.

Per giungere all’assegnazione di un sostegno o di un aiuto a scuola è necessaria l’elaborazione del PEI, il Piano Educativo Individualizzato o Personalizzato.
Il PEI è il progetto di vita dell’alunno con disabilità in età scolare e quindi comprende sia i criteri e gli interventi di carattere scolastico che quelli di socializzazione e di riabilitazione. Essendo un atto di programmazione, il PEI deve tenere conto di tutti gli elementi informativi contenuti in altri atti che la legge pone pure come obbligatori e cioè la Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale.

La Diagnosi Funzionale è la descrizione dei bisogni educativi dell’alunno, individuati dagli operatori dell’ASL con la collaborazione della scuola e della famiglia. Non è una semplice descrizione delle funzioni attive o carenti dell’alunno, ma è un’analisi di queste funzioni in vista della formulazione del PEI.

Se la Diagnosi Funzionale, dunque, viene redatta una sola volta dagli operatori dell’ASL, per avere però un quadro progressivo dell’evoluzione della personalità dell’alunno, sono necessarie osservazioni nel tempo che vengono raccolte in un documento – il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) – che viene aggiornato al passaggio di ogni grado di scuola e redatto da tutti gli operatori che seguono l’alunno, cioè insegnanti, operatori sanitari e operatori sociali, con la collaborazione della famiglia.

Sempre da tutti questi soggetti, poi, viene redatto annualmente il PEI che comprende le indicazioni principali dei progetti di riabilitazione, socializzazione e scolarizzazione, indicati nell’articolo 13, comma 1, della Legge 104/1992.

Nella convinzione che la spesa per gli insegnanti di sostegno sia eccessiva, negli anni si è tentato prima di contingentarne l’assegnazione, quindi di entrare nei meccanismi di accertamento della disabilità (ai fini scolastici), affidandone il controllo all’INPS (art. 19, Legge 111/2011).

Ora il quadro si completa. Il disegno di legge prevede all'articolo 3 comma 33 che ”le funzioni di valutazione della diagnosi funzionale propedeutica all’assegnazione del docente di sostegno all’alunno disabile (...) sono affidate all’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), che le esercita anche avvalendosi del personale medico delle aziende sanitarie locali senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.”

Nella sostanza, con la convinzione che INPS sia più rigoroso nell’individuazione dei bisogni (e quindi dei diritti), si spostano le responsabili di valutazione dalle ASL all’Istituto nazionale della previdenza sociale.

Questo non disponendo di professionalità specifiche proprie nell’ambito della psicopedagogia e della neuropsichiatria dovrà appoggiarsi anche alle stesse ASL e gli operatori sanitari (nella convinzione del Legislatore) dovrebbero rispondere all’Istituto anziché al proprio Direttore generale.

Quello che ne esce è un quadro assai complicato sia in termini di organizzazione che in termini di prospettive per la reale esigibilità del diritto all’inclusione.
La finalità della norma è basata su un’ipotesi di contenimento della spesa peraltro assai improbabile al netto degli inevitabili contenziosi.
Per l’applicazione di questa nuova prescrizione sono previsti successivi decreti attuativi che, ci si augura, rechino anche indicazioni sulle modalità di ricorso contro le decisioni assunte da INPS.

Porzione di testo tratta da www.handylex.org