Ultimo aggiornamento sito: 14/11/12

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Sostegno rapporto uno a due....


A PROPOSITO DEL RAPPORTO 1:2

Il gruppo LEDHAscuola, gruppo di lavoro e di coordinamento che tratta di scuola e disabilità, intervista l'Avvocato Salvatore Nocera, vice Presidente FISH nonché massimo esperto italiano di normativa sull'inclusione scolastica


Il rapporto 1:2, (una cattedra di sostegno ogni due alunni con disabilità) auspicato nella Legge 244/07, art. 413, come "rapporto medio nazionale" da non superare anche "attraverso opportune compensazioni tra province diverse" è ora fissato dalla Legge 111/11 (conversione del Decreto Legge 98/2011 "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria") che all'articolo 19, comma 11, stabilisce proprio una dotazione previsionale complessiva di un docente ogni due alunni disabili "alla scuola o a reti di scuole allo scopo costituite".

- Quando si parla di rapporto 1:2 ci si riferisce alla quantificazione dei posti di sostegno in organico di diritto, o in organico complessivo (organico di diritto + organico di fatto + deroghe)?
Il rapporto medio attuale in Lombardia, deroghe incluse, è ancora peggiore e si attesta su 1:2,43.

-Cosa si intende per assegnazione "alle scuole o a reti di scuole"?
L'organico di sostegno è assegnato sulla base di un "diritto soggettivo perfetto" dell'alunno con disabilità, tenendo conto della certificazione dell'alunno in situazione di disabilità (che in Lombardia è effettuata da una Commissione Collegiale ASL ad hoc) e delle effettive esigenze rilevate attraverso una documentazione personale e individualizzata, prodotta dall'equipe multidisciplinare (UONPIA o enti convenzionati/accreditati) che ha in carico l'alunno (D.F.) e dal Gruppo di Lavoro Handicap Operativo della scuola (P.D.F. e P.E.I.), come previsto dalla Legge 104, art. 12, c. 5 e D.P.R. 24/2/1994 artt. 3-5 e ribadito dalla Legge 122/10, art. 10, comma 5.

Il docente di sostegno è contitolare a pieno titolo della classe in cui è nominato , ma non dovrebbe essere utilizzabile dalla scuola né da reti di scuole per altri scopi (è il caso delle supplenze nelle classi in cui non è presente l'alunno con disabilità per cui si è avuta la nomina) che non siano l'integrazione del bambino o dei bambini con disabilità per cui è stato avviato l'iter amministrativo di assegnazione di ore di sostegno educativo/didattico.

- L'affermazione contenuta nella Legge 111/2011 (ma anche nella Circolare Min. 63/2011, che precisa ulteriormente: "non al singolo alunno") ci sembra non sia conforme al dettato legislativo: può essere impugnata o comunque contrastata?
- Non c'è il serio rischio che d'ora in poi si assegni un pacchetto indifferenziato di ore di sostegno alla scuola, senza alcuna indicazione precisa del bisogno di supporto specialistico per i singoli alunni con disabilità?

S. NOCERA
Il rapporto medio nazionale di uno a due riguarda sia l'organico di diritto che quello di fatto, escluse le deroghe assegnate in base alla sentenza della Corte cost. n. 80/10.
L'art 19 comma 11 della L.n. 111/11 ha modificato la precedente normativa , dal momento che adesso le ore assegnate dall'Ufficio scolastico regionale non vengono direttamente date ai singoli alunni, ma alle scuole singole o in rete , le quali provvedono ad assegnarle ai singoli alunni. La Giurisprudenza sino ad oggi ha sempre ritenuto che le ore debbano essere assegnate ai singoli; tanto è vero che, in caso di ricorso, le ore vengono assegnate direttamente dai giudici ai vincitori dei ricorsi.
Penso che, anche dopo questa modifica normativa, nulla possa cambiare, poiché le ore assegnate debbono comunque rispettare le effettive esigenze, di cui all'art 1 comma 605 lettera B della L.n. 296/06. Quindi i genitori che ritengano insufficienti le ore assegnate adesso dalla scuola potranno proporre ricorso al TAR.
Quanto all'uso improprio dei docenti per il sostegno in supplenze in altre o nella stessa classe di titolarità, anche se l'alunno assegnato è presente in classe, è una prassi illegittima come affermato dal Ministero sia nelle Linee-guida del 4 Agosto 2009, sia con successive circolari.

Tratto dal sito:  www.personecondisabilita.it  08/11/2011